Chirurgia dell'anca Lugano, Canton Ticino
Quando il dolore all’anca limita movimento, sport o vita quotidiana, serve capire cosa sta succedendo davvero.
Una visita specialistica consente di analizzare sintomi, esami già eseguiti e possibili opzioni terapeutiche: dal trattamento conservativo alla chirurgia, fino a resurfacing o protesi d’anca quando indicati.
Il Dr. Michele Palazzuolo si occupa della diagnosi e del trattamento delle patologie dell’anca, con un approccio personalizzato.
Specialista in:
- Chirurgia di conservazione dell'anca
- Resurfacing dell'anca
- Tecniche mini-invasive
- Revisione di protesi d'anca
Lavora a:
- Manno (Lugano)
- Locarno
- Bellinzona
- Chiasso
- St. Gallen
Quando rivolgersi allo specialista dell'anca?
Alcuni sintomi e condizioni richiedono un approfondimento specialistico per definire la causa e valutare le opzioni terapeutiche.
- Dolore persistente all’anca o all’inguine
- Riduzione della mobilità o rigidità articolare
- Difficoltà nel camminare o nel salire le scale
- Dolore durante attività quotidiane o sportive
- Esiti di traumi o interventi precedenti
- Dubbi su diagnosi o trattamenti già ricevuti
Dolore e riduzione della mobilità per colpa dell'anca
Puoi ritrovarti in una o più di queste situazioni:
- Da un po’ di tempo senti rigidità mattutina, il movimento è come limitato.
- Provi instabilità nella camminata o nei movimenti.
- Trovi più difficile fare attività normali come camminare, alzarsi, salire le scale, infilarti le scarpe, uscire dall’auto senza sentire dolore.
- Il dolore si irradia nel gluteo o nella coscia, non il classico dolore lombare.
- Senti dolore durante l’attività sportiva.
- Hai dolore notturno o a riposo.
Valutare un intervento risolutivo
L’approccio del dr. Palazzuolo è sempre conservativo, ma vuoi capire di più:
- Se ci sono altre cure da fare, in particolare potresti aver bisogno di una seconda opinione.
- Se l’orientamento è verso la protesi, cosa fare e cosa comporta.
- Quali sarebbero i tempi di recupero e come tornare a fare ciò che facevi prima.
Lo studio favorisce sempre l’approccio conservativo e si ricorre alla chirurgia dopo un esame attento e scrupoloso. Sempre con un percorso personalizzato che mira a eliminare il dolore all’anca e recuperare a pieno la mobilità, da caso a caso, con un approccio personalizzato.
Le possibili cause del dolore all'anca
L’anca è un’articolazione fondamentale per il movimento. Patologie degenerative, traumatiche o infiammatorie possono causare dolore e compromettere le attività quotidiane.
Artrosi dell’anca:
L’artrosi può provocare dolore, rigidità e progressiva limitazione del movimento. Nei casi più avanzati può rendere difficili attività quotidiane come camminare, alzarsi, salire le scale o dormire senza dolore.
Conflitto femoro-acetabolare:
Il conflitto femoro-acetabolare consiste in un contatto anomalo tra femore e acetabolo. Può causare dolore, riduzione della mobilità e, in alcuni casi, danni progressivi alle strutture articolari.
Displasia dell’anca:
La displasia è una condizione in cui la testa del femore non è coperta in modo ottimale dall’acetabolo. Può causare sovraccarico, dolore e instabilità, anche in pazienti giovani o adulti attivi.
Lesioni del labbro acetabolare:
Il labbro acetabolare contribuisce alla stabilità dell’anca. Una sua lesione può provocare dolore, sensazione di scatto, blocco articolare o fastidio durante alcuni movimenti.
Necrosi della testa femorale:
La necrosi della testa femorale è una condizione che può compromettere progressivamente l’articolazione. Richiede una valutazione specialistica per definire tempestivamente il percorso più adatto.
Altre cause di dolore all’anca:
Non tutti i dolori all’anca dipendono direttamente dall’articolazione. In alcuni casi il dolore può essere legato a tendinopatie, borsiti, infiammazioni dei tessuti periarticolari, esiti di traumi, problematiche muscolari o dolore riferito dalla colonna lombare. La valutazione specialistica serve anche a distinguere tra queste situazioni e a orientare il paziente verso il percorso più corretto.
Dr. Michele Palazzuolo
Chirurgo ortopedico e traumatologo specialista in chirurgia dell’anca e del bacino
Specialista in chirurgia ortopedica e traumatologia, il Dr. Michele Palazzuolo si occupa della diagnosi e del trattamento delle patologie dell’anca e del bacino soprattutto in pazienti giovani e adulti, ma anche nell’anziano.
Ha maturato una formazione specialistica in centri d’eccellenza in Svizzera e all’estero (Australia, Italia), accumulando esperienza nella chirurgia conservativa dell’anca, nella chirurgia protesica e negli interventi di revisione complessi.
Titoli e specializzazioni
- Specialista FMH in Chirurgia Ortopedica e Traumatologia
- Fellow del Board Europeo di Ortopedia e Traumatologia (FEBOT)
- Formazione specialistica in Svizzera e Australia
- Attività clinica dedicata alla chirurgia dell’anca e del bacino
- Consulti in italiano, english, français
L'approccio del Dr. Palazzuolo
Approccio conservativo:
In determinate situazioni, il dolore all’anca può essere affrontato senza intervento chirurgico, puntando su fisioterapia specifica, limitazione dei sovraccarichi, adattamento delle attività quotidiane, trattamenti farmacologici, infiltrazioni e controlli periodici. La decisione varia in base al tipo di condizione, alla gravità del danno presente nell’articolazione e a quanto i sintomi condizionano le normali attività.
Non solo togliere il dolore:
Soprattutto nei pazienti giovani, l’obiettivo non è soltanto alleviare il dolore, ma anche preservare l’articolazione nel lungo periodo e permettere il mantenimento di uno stile di vita attivo, compresa l’attività sportiva.
Cosa avviene durante il consulto?
1. Si parte da quello che senti
Da quanto fa male?
Dove fa male?
Cosa non riesci più a fare?
Cosa è cambiato nella tua vita quotidiana?
2. Lo specialista valuta il movimento dell'anca
Si guarda come si muove l’anca: lo specialista valuta mobilità, forza, stabilità, punti dolorosi e movimenti che provocano i sintomi.
3. Analizziamo insieme gli esami
Analisi degli esami: radiografie, risonanze, TAC o altri accertamenti vengono valutati insieme al quadro clinico.
4. Parliamo delle possibili soluzioni
Si parla delle strade possibili: non una risposta preconfezionata, ma un ragionamento: cosa si può fare, cosa ha senso, cosa è prematuro, cosa non va rimandato troppo.
5. Definiamo cosa fare
Definizione del percorso: al termine della visita, il paziente riceve indicazioni sui prossimi passi più coerenti con il proprio caso.
